Il problema inverso: ricostruire le sorgenti dalla RS
Il problema inverso consiste nel risalire, dalle componenti misurate del campo della risonanza di Schumann (componenti elettriche e magnetiche, i loro spettri e rapporti), alla posizione e all'intensità delle sorgenti – cioè all'attività temporalesca globale.
Il problema inverso consiste nel risalire, dalle componenti misurate del campo della risonanza di Schumann (componenti elettriche e magnetiche, i loro spettri e rapporti), alla posizione e all'intensità delle sorgenti – cioè all'attività temporalesca globale. È la direzione opposta rispetto al modello diretto (forward; cluster J), che a partire da una distribuzione ipotizzata delle sorgenti e dalle proprietà della cavità Terra–ionosfera calcola il campo atteso.
Il principio dell'inversione è «ribaltare» il modello diretto: si cerca la distribuzione delle sorgenti per cui il campo calcolato corrisponde meglio a quello misurato Pracser 2019. In pratica si procede per ottimizzazione – si modificano progressivamente la posizione e l'intensità ipotizzate dei centri temporaleschi finché lo spettro modellato non coincide con quello osservato.
Il problema inverso è però tipicamente mal posto (ill-posed): distribuzioni di sorgenti diverse possono produrre campi molto simili in una singola stazione. Per questo una misura isolata ha una risoluzione limitata e, per una ricostruzione affidabile, servono o ipotesi aggiuntive (per esempio tre principali centri temporaleschi tropicali – America, Africa, Sud-est asiatico) o dati di più stazioni contemporaneamente (#79).
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Fonti
- Pracser2019Prácser, E., et al. (2019). Reconstruction of Global Lightning Activity Based on Schumann Resonance Measurements: Model Description and Synthetic Tests. Radio Science.Apri la fonte